Logo

Una persona su dieci se ne è andata dal proprio corpo — L'OBE e il cervello

Alessandro Lombardo·

Non lo dicono così, ovviamente. Lo descrivono con cautela. «È come se mi fossi staccato da me stesso.» «Mi vedevo dall'alto, ero sul soffitto.» «Sapevo di essere ancora lì, ma non ero lì.»

E poi arriva il momento in cui si fermano e aggiungono: «Sarà la stanchezza, no?» Quella piccola squalifica preventiva. Come se l'esperienza in sé non avesse diritto di esistere senza una scusa neurologica rassicurante.

Un fenomeno più comune di quanto pensiamo

Le esperienze extracorporee — out of body experience, OBE — sono state vissute da circa il 10-20% della popolazione generale almeno una volta nella vita. Non si tratta di fenomeni riservati a persone in punto di morte, a meditatori avanzati o a chi usa sostanze. Accadono durante stati ipnagogici, in condizioni di forte stress, a volte spontaneamente.

Lo stesso cervello del Terzo Uomo

Blanke et al. hanno dimostrato che stimolando la corteccia temporoparietale destra in pazienti epilettici si possono indurre esperienze autoscopiche. La stessa area è coinvolta nell'integrazione dei segnali propriocettivi, vestibolari e visivi che il cervello usa per costruire la mappa del proprio corpo nello spazio. Quando quell'integrazione si inceppa — per stanchezza estrema, ipossia, epilessia, dissociazione — il sé può «spostarsi». Non è uscita dall'anima. È un bug dell'elaborazione multisensoriale.

Il problema del significato

La spiegazione neurologica è necessaria ma non sufficiente. Molte delle persone che vivono un'OBE non chiedono: «Cosa ha fatto il mio cervello?» Chiedono: «Cosa significa che me ne sono andato?» Le OBE compaiono con una certa frequenza in persone con storia di trauma — in particolare trauma precoce e dissociazione. L'OBE, in certi contesti, può funzionare come meccanismo di coping dissociativo: il sé che si stacca da un corpo che non è al sicuro.

Cosa possiamo fare con questo

Ascoltare questi racconti senza patologizzarli e senza romantizzarli è un'abilità clinica che va coltivata. L'OBE isolata in persona senza storia di disturbi è quasi sempre benigna. L'OBE frequente in persona con storia dissociativa è un segnale che merita attenzione — non come fenomeno paranormale, ma come stile di risposta allo stress che il sistema nervoso ha imparato. Il corpo che si abbandona racconta sempre qualcosa. Sta a noi decidere se ascoltarlo.